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Raffaele Petroccione, la fuga dall’ospizio e la morte: cinque indagati della RSA, dovranno rispondere di omicidio e abbandono

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Raffaele Petroccione

La fuga dall’ospizio e la morte dell’81enne Raffaele Petroccione: la Procura ha iscritto nel registro degli indagati cinque dipendenti della RSA di Parolise, dovranno rispondere di omicidio e abbandono. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Raffaele Petroccione, la fuga dall’ospizio e la morte: cinque indagati

Sull’allontanamento di Raffaele Petroccione, l’81enne trovato senza vita in una zona montuosa tra Parolise e Salza Irpinia, la procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta che già conta cinque indagati. Tutti gli indagati, legati alla Rsa di Parolise, sono accusati di omicidio e abbandono di persona incapace. I cinque hanno ricevuto un avviso per partecipare, insieme ai loro consulenti, all’incarico che il pubblico ministero Luigi Iglio conferirà al medico legale Zotti. Le iscrizioni nel registro degli indagati sono il risultato di diversi sopralluoghi effettuati dai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino presso la Rsa di Parolise.

La denuncia dei familiari

I cinque figli e la moglie dell’anziano trovato senza vita il 17 febbraio, dopo cinque giorni di ricerche incessanti, hanno sporto denuncia presso la procura di Avellino contro la struttura sanitaria che ha ospitato il loro congiunto per un breve periodo. I familiari, assistiti dall’avvocato Armando Cogliano, originario dell’Irpinia ma iscritto al foro di Brescia, hanno immediatamente presentato la denuncia, depositata a Piazzale De Marsico, per abbandono. Ora, gli accertamenti peritali irripetibili dovranno fornire ulteriori dettagli agli inquirenti di Piazzale De Marsico. Sarà necessario chiarire a che ora e in che modo è deceduto l’81enne, quanto tempo è trascorso dal suo allontanamento dalla Rsa e quando sono stati avvisati i familiari. Inoltre, si dovrà stabilire a che ora è stato lanciato l’allerta per la scomparsa dell’81enne, in modo da avviare le ricerche.

Le indagini

Le indagini stabiliranno se ci siano responsabilità da parte del personale della Rsa di Parolise, dove l’anziano, originario di Fontanarosa, era stato accolto il 9 febbraio per ricevere cure. L’81enne, affetto da una grave patologia stabilizzata, è uscito intorno alle 15:30 di mercoledì 12 febbraio, senza portare con sé alcun effetto personale. I familiari hanno riferito che la telecamera della clinica era fuori uso quel giorno. Inoltre, hanno appreso che il loro padre era riuscito a fuggire attraverso un foro nella recinzione. Sembra quindi che l’81enne abbia utilizzato un cunicolo per scappare dalla Rsa e tentare di tornare a casa. Tuttavia, Raffaele Petroccione non è mai arrivato a casa.

È stato trovato in una zona lontana dalla Rsa, a soli ventotto minuti a piedi da essa. Sarà l’autopsia, prevista per oggi all’obitorio dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, a chiarire cosa sia accaduto all’81enne durante quel tragitto. I figli dell’anziano segnalano che sono state le forze dell’ordine e il loro avvocato a informarli riguardo all’abbigliamento indossato dal padre al momento della sua scomparsa. I familiari, distrutti dal dolore per la perdita, si interrogano su come l’anziano sia riuscito a lasciare la Rsa senza che nessuno se ne accorgesse. L’81enne era stato avvistato mentre camminava lungo la strada che collega la casa di riposo al cimitero di Chiusano San Domenico.

Purtroppo, in quel momento nessuno ha avuto la prontezza di riconoscerlo e riportarlo alla residenza sanitaria per anziani. Nel frattempo, nel piccolo centro irpino, si diffondono voci riguardo alle modalità di gestione degli anziani nella Rsa, come denunciato dai familiari di Petroccione. Sembra che nei mesi scorsi anche altri due ospiti siano riusciti a lasciare la struttura. Nel frattempo, Fontanarosa si prepara a dare l’ultimo saluto all’ex falegname Petroccione, e il sindaco Giuseppe Pescatore ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino durante il funerale.

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