Cronaca Napoli, Napoli

Bambina morta azzannata dal pitbull ad Acerra, il papà ascoltato dalla Procura di Nola. L’avvocato: “Abitazione ripulita prima dell’arrivo delle forze dell’ordine”

molosso
Foto di repertorio

Il papà della piccola Giulia, la bambina morta azzannata dal pitbull di famiglia ad Acerra, è stato ascoltato dalla Procura di Nola. L’avvocato: “Abitazione ripulita prima dell’arrivo delle forze dell’ordine”. Lo riporta Il Mattino.

Bambina morta ad Acerra, il papà ascoltato dalla Procura di Nola

Vincenzo Loffredo, il padre della piccola Giulia, la bimba di nove mesi deceduta nella notte tra sabato e domenica nella loro casa di Acerra, è stato ascoltato ieri dalla Procura di Nola. Durante l’interrogatorio, ha raccontato nuovamente le ultime ore trascorse con la figlioletta, sottolineando di non aver assistito all’aggressione del pitbull di famiglia. Tuttavia, ha affermato di aver intuito cosa fosse accaduto dai segni dei morsi, successivamente confermati, secondo alcune fonti, dall’autopsia effettuata martedì e dal sangue che ricopriva la bambina.

Proseguono le indagini sui due cani sequestrati nell’appartamento, dove ieri sono state condotte ulteriori ricerche per trovare eventuali tracce dell’aggressione. I due animali, Tyson, un pitbull risultato privo di microchip, e Laika, una meticcia regolarmente registrata, si trovano ancora nel canile convenzionato con l’Asl Napoli 2 a Frattaminore. Da quanto si apprende, il pitbull non presenta segni di aggressività e nei prossimi giorni sarà esaminato anche da un veterinario comportamentalista.

Inoltre, saranno analizzate le feci dei due cani per verificare la presenza di eventuali tracce organiche della bambina, con risultati attesi entro circa dieci giorni. Sono stati invece chiariti i dubbi riguardo all’assenza di tracce ematiche sul pitbull, che potrebbe aver bevuto, eliminando così le evidenze visibili. Ci vorrà ancora del tempo per determinare se i due cani avessero tracce organiche o di DNA della piccola nella bocca.

La scena ripulita

La piccola Giulia Loffredo è stata uccisa dal cane di famiglia ad Acerra, e si sospetta che la scena del dramma sia stata alterata. I familiari della bambina, morta in casa nella notte di sabato, avrebbero provveduto a pulire l’appartamento il giorno successivo, rimuovendo le tracce di sangue lasciate sul pavimento.

Queste sono le parole del legale di Vincenzo Loffredo, il padre della bambina, attualmente sotto indagine per omicidio colposo. «Non riesco a comprendere quanto accaduto – ha dichiarato l’avvocato Luigi Montano – L’appartamento è stato sequestrato dalla polizia solo la mattina dopo la tragedia, ma poco prima del sequestro i familiari della bambina avevano già ripulito l’abitazione: è questo il modo corretto di condurre indagini così delicate?».

Le lenzuola e il sangue

«Il sangue della piccola, che era rimasto a terra, non c’era più – ha spiegato il legale – Le lenzuola del letto in cui dormiva erano state sostituite. Nel frattempo erano trascorse molte ore dalla tragedia e solo la mattina successiva la polizia ha preso provvedimenti». Secondo l’ipotesi più accreditata, la piccola Giulia Loffredo sarebbe stata uccisa a morsi in testa, sul viso e sul collo dal pitbull di casa, attualmente sotto custodia giudiziaria in un canile in provincia di Napoli. Il funerale della bambina si è svolto questa mattina.

La versione del padre

Il padre di Giulia ha confermato il racconto fornito subito dopo l’accaduto, nella tarda serata di sabato. L’uomo è l’unico indagato per omicidio colposo dalla Procura di Nola. Il 25enne, risultato positivo all’hashish, ha dichiarato di essersi addormentato accanto alla bambina sul letto e di non aver sentito nulla. Al suo risveglio, ha trovato la piccola a terra, in una pozza di sangue. Solo osservando le evidenti ferite alla testa, al volto e agli arti ha compreso la gravità della situazione.

Acerra