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Cerreto Sannita: proroghe senza gare per il servizio scuolabus, in 9 a giudizio

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Servizio scuolabus prorogato ‘all’infinito’ senza nuove gare d’appalto. A giudizio l’amministrazione comunale di Cerreto Sannita per abuso di ufficio, reato che scaturisce da irregolarità in alcune delibere adottate in relazione alla gestione del servizio scuolabus dal 2013 al 2016. Nell’udienza di ieri mattina davanti al gup Pietro Vinetti il pubblico ministero Flavia Felaco ha chiesto il rinvio a giudizio, mentre i legali dei 9 imputati il non luogo a procedere, sostenendo l’assenza del dolo.

Abuso d’ufficio al Cerreto Sannita: 9 a processo

Come riporta Il Mattino di oggi, alla fine il gup ha deciso il rinvio a giudizio, con udienza fissata per il 27 maggio del prossimo anno. I rinviati a giudizio sono:

Le accuse

Secondo l’accusa, in violazione dei principi del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione, era stata violata la normativa sugli appalti pubblici vigente all’epoca dei fatti. In particolare, era stato prorogato l’affidamento del servizio alla ditta Giordano, già aggiudicataria dell’apparato mediante cottimo fiduciario, poi prorogato più volte per brevi periodi, motivati artificiosamente in attesa – si motivava – di poter indire una regolare gara di appalto e la revisione del capitolato speciale di appalto. Tutto ciò nonostante l’assenza di una specifica previsione circa la ripetibilità del servizio reso, sia nel contratto che nel capitolato di appalto.

Un modo di procedere che ha finito, a parere dell’accusa, con il danneggiare così i potenziali operatori economici che, nell’arco di quattro anni, non hanno avuto la possibilità di partecipare a una procedura di gara riguardante appunto il servizio. Il tutto procurando, alla ditta Giordano, un ingiusto vantaggio patrimoniale che l’accusa ha quantificato in oltre 144mila euro.

Gli avvocati difensori

Imputati difesi da Angelo Leone, Giuseppe D’Agostino, Lorenzo Cortellessa, Antonello Faenza, Luigi Rotondi, Giuseppe D’Agostino, Raffaele Micillo.

Fonte: Il Mattino

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