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Campi Flegrei, polemica su Ciciliano: «Con magnitudo 5 si muore». Costruttori e industriali chiedono chiarimenti

I Campi Flegrei hanno registrato due scosse di magnitudo 3.1, suscitando timori tra i residenti. Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha provocato polemiche con una dichiarazione allarmante riguardo le conseguenze di un’eventuale scossa di quinto grado.

Nuove scosse e parole controverse

L’area dei Campi Flegrei continua a tremare: ieri altre due scosse di magnitudo 3.1 hanno alimentato la paura tra i cittadini. Ma a scatenare polemiche sono state le parole del capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, durante un incontro pubblico a Pozzuoli:  «In caso di scossa di quinto grado cosa si fa? Cadono i palazzi e contiamo i morti, funziona così».

Le sue dichiarazioni sono state duramente criticate da industriali, costruttori ed esponenti politici, che chiedono immediati chiarimenti: unione Industriali e Costruttori (Acen) «Le parole di Ciciliano sono di una gravità assoluta e richiedono un immediato chiarimento», dichiarano Costanzo Jannotti Pecci e Angelo Lancellotti.  «Se esiste un reale rischio di crolli e morti, perché non c’è un piano di emergenza chiaro?». «Queste affermazioni generano panico e possono danneggiare anche l’economia locale e il turismo». A riportarlo è l’edizione odierna de Il Mattino.

Reazioni politiche

Francesco Emilio Borrelli (Avs): «Capisco la preoccupazione, ma le paure della popolazione non vanno alimentate in questo modo. Ciciliano chiarisca». Sergio Costa (M5S): «Le istituzioni devono fornire risposte concrete, non frasi che aumentano l’ansia collettiva».

Difesa e chiarimenti

Più cauti i commenti della politica locale: Sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni: «Ciciliano rispondeva a una cittadina che insisteva su domande strumentali. Se il pericolo fosse reale, lo avrebbe detto in modo ufficiale». Sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione: «Frase infelice, ma l’emergenza è gestita con un piano bradisismico chiaro».

Cosa prevede il piano bradisismico?

Mentre la terra continua a tremare, il dibattito sul piano di emergenza e sulla gestione della comunicazione si fa sempre più acceso. Intanto, la Protezione Civile dovrà chiarire se davvero un sisma di magnitudo 5 sarebbe così catastrofico per l’area.

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