Economia

L’Europa punti al pragmatismo e superi la retorica ideologica

L'Europa punti al pragmatismo e superi la retorica ideologica
Domenico De Rosa
L'Europa punti al pragmatismo e superi la retorica ideologica

di Domenico De Rosa

Le polemiche sollevate dal presunto saluto romano di Elon Musk durante l’inaugurazione della Presidenza Trump 2.0 sollevano un aspetto inquietante del nostro tempo: la tendenza a fissarsi su simboli e gesti esteriori, piuttosto che sulla comprensione dei mutamenti sostanziali che stanno modellando il futuro globale. Che si tratti di un errore di percezione o di un gesto volutamente provocatorio, la realtà è che la retorica che si scaglia contro il “saluto” si riduce a una sterile contesa simbolica che ignora il vero punto: il mondo sta cambiando in modo rapidissimo e, in questo processo, la nostra capacità di analizzare i reali poteri in gioco viene offuscata ancora una volta dalla sola polemica ideologica.

La trasformazione che stiamo vivendo non è solo politica, ma tecnologica, economica e sociale. Le questioni cruciali non sono più quelle legate ai saluti o alle affiliazioni, ma il modo in cui il potere sta migrando dalle mani degli Stati verso nuovi attori globali: le multinazionali tecnologiche, le reti finanziarie transnazionali, i nuovi oligarchi digitali. Mentre il dibattito pubblico è intrappolato in un continuo riflettere su gesti e segni, le forze che ridefiniranno la nostra vita quotidiana, la nostra economia, e persino la nostra concezione di libertà, avanzano senza essere mai messe davvero in discussione.

Per l’Europa, tutto ciò è un segnale inequivocabile: il futuro non sarà costruito dalla divisione ideologica tra destra e sinistra, ma dalla capacità di capire come queste forze si intersecano e come la geopolitica del XXI secolo stia ridefinendo il concetto stesso di sovranità. L’Europa deve smettere di inseguire fantasmi e, con pragmatismo, cominciare a prepararsi ad affrontare il mondo che verrà: un mondo dove le frontiere non sono solo fisiche, ma digitali, economiche e culturali, e dove il vero potere non è più solo nei governi, ma nei giganteschi conglomerati tecnologici e nei flussi di dati globali.

Il dibattito sui simboli è un lusso che non possiamo più permetterci. La vera sfida è quella di prepararsi finalmente a un mondo che non è più quello di ieri e che, soprattutto, non ci permetterà di restare ancorati a una concezione statica ed ideologica della politica, dell’economia e della società.

Domenico De Rosa