Politica e camorra a Giugliano in Campania, scarcerato l’ex sindaco: la Procura pronta a presentare ricorso. Il Tribunale del Riesame ha disposto la scarcerazione di Poziello e di due ex consiglieri accusati di mafia.
Giugliano in Campania, scarcerato l’ex sindaco: pronto ricorso
Antonio Poziello, Paolo Liccardo e Andrea Guarino sono tornati a casa. L’ex sindaco e i due ex consiglieri comunali di Giugliano sono stati liberati nella serata di lunedì dal Tribunale del Riesame, a cui avevano fatto ricorso dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta su politica e camorra nella terza città della Campania. I giudici hanno ritenuto che non ci fossero motivi sufficienti per mantenere la custodia in carcere. Poziello, assistito dall’avvocato Michele Giametta, è accusato di voto di scambio politico mafioso e corruzione. Ora si attende la motivazione della decisione del Riesame, che sarà comunicata entro 45 giorni.
La decisione di scarcerazione potrebbe essere oggetto di un ricorso da parte della Procura presso la Corte di Cassazione. Lunedì sera, i tre individui hanno lasciato il carcere di Poggioreale, dove erano stati detenuti per quindici giorni. Al momento, non è chiaro se la loro libertà sia dovuta all’assenza di gravi indizi di colpevolezza o al fatto che non sussista più il rischio di reiterazione del reato, poiché non ricoprono più ruoli pubblici: Guarino non è stato rieletto nel 2020, mentre Poziello e Liccardo si sono dimessi recentemente dai loro incarichi di consiglieri comunali.
«A mio avviso, ci sono delle lacune dovute al fatto che gli investigatori si sono basati unicamente sulle intercettazioni», afferma l’avvocato Paolo De Angelis, difensore di Guarino. «Comprendo l’attrattiva di avere a disposizione dichiarazioni estratte da conversazioni che possono sembrare significative, ma è fondamentale avere dei riscontri. Ho il massimo rispetto per il lavoro della Procura, ma nel caso del mio assistito ho sottolineato la presenza di diverse imprecisioni». A Guarino e Liccardo viene contestato un episodio di corruzione legato alla gara per la sosta a pagamento. Il legale ha chiarito che gli ex consiglieri non avrebbero potuto “manipolare” la busta presentata durante la gara d’appalto, poiché questa non si è svolta presso il Comune di Giugliano, ma presso la stazione unica appaltante del Provveditorato per le Opere pubbliche di Napoli.
Le motivazioni
Il 3 febbraio scorso, alcuni ex esponenti politici sono stati arrestati dopo che i Carabinieri del Ros hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione distrettuale antimafia. Le indagini hanno rivelato un sistema di corruzione caratterizzato da appalti irregolari, tangenti, aziende legate al clan Mallardo e promesse di assunzioni. Questo meccanismo consolidato aveva l’obiettivo di corrompere i politici e, al contempo, di rifornire le finanze della cosca. Nei confronti dell’ex sindaco è stato disposto anche un sequestro di beni “per equivalente” di 300mila euro, considerati proventi delle tangenti ricevute. Il Riesame per questo provvedimento non è ancora stato programmato. Tuttavia, l’inchiesta ha coinvolto non solo i politici, ma anche figure di spicco del clan Mallardo, che avrebbero avuto legami diretti con l’amministrazione comunale precedente.
Per i membri della cosca, l’udienza di Riesame si terrà la prossima settimana. Nel frattempo, nonostante la loro scarcerazione, l’indagine giudiziaria è ancora in corso. Resta da capire se la Procura opterà per una richiesta di rinvio a giudizio o se verranno alla luce nuovi elementi a loro favore. Nel frattempo, la situazione politica a Giugliano è molto movimentata. Negli ultimi cinque mesi, il Comune è stato coinvolto in ben quattro inchieste.
Gli intrecci
Oltre a quella che ha rivelato i legami tra politica e camorra, ci sono altre inchieste, come quella riguardante l’appalto per la raccolta dei rifiuti, quella sulla presunta tangente per il centro sportivo Anthares e quella definita “rimborsopoli”, relativa ai compensi richiesti da quattro consiglieri comunali. Tra sindaci, ex sindaci e consiglieri, sia attuali che non più in carica, ognuno porta con sé un’inchiesta, il che ha inevitabili ripercussioni sulla vita politica e amministrativa. Questo è particolarmente significativo considerando che manca meno di un anno alle prossime elezioni, o almeno così dovrebbe essere.