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Napoli, intervento di rimozione della tiroide tramite chirurgia robotica

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Foto dell'equipe

Intervento di rimozione della tiroide tramite chirurgia robotica su una ragazza di 32 anni: l’operazione è stata svolta presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.  L’uso del robot in chirurgia generale, sebbene sia all’avanguardia, è ormai una pratica consolidata per molti interventi di chirurgia addominale.

Napoli, rimozione della tiroide tramite chirurgia robotica

Gaia (nome di fantasia per garantire la privacy) ha 32 anni e ha dovuto sottoporsi a una tiroidectomia parziale, ovvero all’asportazione di una parte della tiroide a causa di un nodulo iperfunzionante, che avrebbe potuto provocare ipertiroidismo, una condizione caratterizzata da un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, potenzialmente dannosa per la salute. Ad accoglierla è stata l’equipe dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, guidata dal professor Mario Musella, direttore della UOC di Chirurgia Generale con specializzazione in Bariatrica, Endocrino Metabolica e Senologia, all’interno del Dipartimento di Chirurgia Generale, Gastroenterologia e Trapianti d’Organo, diretto dal professor Giovanni Domenico De Palma.

Il team ha realizzato un intervento innovativo di chirurgia robotica, impiegando il robot Da Vinci per l’asportazione della tiroide. «Questa tecnica all’avanguardia consente di rimuovere la ghiandola tiroidea assicurando, da un lato, un approccio chirurgico di alta qualità grazie alla visione ad altissima definizione fornita dal robot, e dall’altro, un risultato estetico notevole, poiché non è più necessaria l’incisione tradizionale alla base del collo», afferma il prof. Musella. L’uso del robot in chirurgia generale, sebbene sia all’avanguardia, è ormai una pratica consolidata per molti interventi di chirurgia addominale.

«Da tempo, e con numeri che ci pongono tra i primi in Italia, con circa 450 interventi previsti nel 2024, i chirurghi generali dell’Azienda federiciana impiegano il robot nella chirurgia oncologica colorettale e gastroesofagea, nella chirurgia epatobiliare e pancreatica, nella chirurgia bariatrica e nella correzione dei difetti della parete addominale», evidenzia il prof. De Palma. Questa scelta rappresenta un connubio tra innovazione tecnologica e personalizzazione dei percorsi di cura. «Questo significativo traguardo è frutto di un approccio integrato, in cui l’innovazione tecnologica si combina con l’elevata competenza multidisciplinare dei nostri professionisti. Grazie a questa sinergia, possiamo offrire soluzioni sempre più efficaci, personalizzate e accessibili», afferma il Direttore Generale Giuseppe Longo.

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