Riforma del test di Medicina 2025, inizia il dibattito alla Camera: le novità e le modifiche previste. La riforma per l’accesso alla facoltà di Medicina, promossa dalla Ministra Bernini e attualmente in discussione alla Camera, potrebbe cambiare radicalmente le modalità di ingresso nei corsi di laurea in ambito medico-sanitario. A partire dall’anno accademico 2025-2026, il test d’ingresso potrebbe essere abolito, sostituito da un primo semestre aperto a tutti, durante il quale si svolgeranno esami selettivi. L’intento è quello di rendere l’accesso più giusto e equo.
Riforma del test di Medicina 2025, le novità e le modifiche previste
Il sistema di selezione per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è pronto a subire una trasformazione significativa. Dopo anni di dibattiti, il tanto contestato test d’ingresso verrà sostituito da un nuovo modello di selezione, voluto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur). Dopo l’approvazione del 17 febbraio, la Camera si appresta a ratificare la riforma della legge 264/1999 sul numero chiuso, promossa dalla ministra Anna Maria Bernini. Questa riforma mira a rendere il processo di accesso più inclusivo e meritocratico, con l’intento di formare un numero maggiore di professionisti per il Servizio sanitario nazionale.
Ecco come cambierà l’accesso alla facoltà di Medicina: le novità della riforma
Una delle principali novità è che a partire dall’anno accademico 2025-2026, chi desidera iscriversi a Medicina avrà la possibilità di farlo senza dover affrontare un test d’ingresso. L’accesso sarà aperto a tutti nel primo semestre, durante il quale gli studenti dovranno superare una serie di esami specifici. Solo coloro che conseguiranno i crediti formativi (CFU) necessari e si posizioneranno nella graduatoria nazionale potranno proseguire nel secondo semestre. In sostanza, il primo semestre fungerà da periodo di selezione: gli studenti dovranno affrontare esami in discipline fondamentali come Biologia, Chimica e Fisica; i risultati di queste prove determineranno una graduatoria nazionale che stabilirà chi potrà continuare il proprio percorso di studi. Coloro che non supereranno la selezione avranno comunque la possibilità di convalidare gli esami sostenuti per iscriversi a corsi di laurea affini.
“Lo studente si prepara e si forma, sviluppando la propria capacità di scelta. In seguito, verrà stilata una graduatoria basata su crediti formativi certificati, utilizzabili anche per materie affini. In passato, chi non superava il test era costretto a un costoso ‘turismo universitario’, spesso per rientrare in Italia con modalità non compatibili con la nostra offerta formativa. Queste problematiche”, ha affermato la ministra Anna Maria Bernini, “non esisteranno più: non permetteremo più un mercato clandestino dei test a risposta multipla”. Riguardo al numero chiuso, ha aggiunto: “Come lo conoscevamo, non esisterà più. Abbiamo già incrementato di 30.000 posti i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e continueremo a farlo nei prossimi anni. Mi impegnerò a velocizzare l’iter dei decreti delegati attuativi della riforma, in modo da darvi il tempo necessario per esaminarli”.
Quando entrerà in vigore la riforma
Il governo mira a implementare la nuova modalità di accesso già dal prossimo anno accademico, 2025-2026. Tuttavia, restano ancora da chiarire i dettagli riguardanti le modalità di svolgimento degli esami e le materie obbligatorie.
Cosa accade se non si supera la selezione
Gli studenti che non saranno inclusi nella graduatoria avranno due possibilità:
1. Iscriversi nuovamente al primo semestre l’anno successivo per cercare di migliorare il punteggio.
2. Utilizzare i crediti già acquisiti per continuare gli studi in altre facoltà, come Biotecnologie, Scienze biologiche o Farmacia.
Quali sono le ulteriori novità della riforma
Il nuovo sistema mira anche a soddisfare la crescente domanda di medici, rendendo l’intero sistema sanitario più sostenibile. Un’altra novità è l’introduzione di percorsi di orientamento già negli ultimi anni delle scuole superiori: in questo modo, gli studenti potranno iniziare a prepararsi in anticipo attraverso corsi specifici che li aiuteranno ad affrontare con maggiore facilità le materie del primo semestre.