Anche la maggioranza dei consiglieri comunali di Capaccio Paestum, dopo la sentenza del sindaco Franco Alfieri, è pronta a rassegnare le proprie dimissioni: si torna dunque al voto in primavera. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Franco Alfieri, la maggioranza è pronta alle dimissioni
Le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali di Capaccio Paestum potrebbero essere presentate già oggi o, al massimo, domani, per permettere al Comune di andare al voto nella prima tornata elettorale utile, prevista per la prossima primavera. C’è tempo fino alla mezzanotte del 23 febbraio per evitare che le elezioni si svolgano nel 2026.
La riunione dei consiglieri di maggioranza
Ieri si è svolta un’importante riunione tra i consiglieri di maggioranza per decidere le prossime mosse, e nelle prossime ore sarà comunicata la decisione finale. Per far cadere il Consiglio sono necessarie almeno nove firme, e non sembrano esserci dubbi sulla possibilità di raccoglierle. Nel frattempo, la Prefettura sta conducendo verifiche sulla firma non autenticata presente nella comunicazione di dimissioni di Franco Alfieri.
Tuttavia, anche nel caso in cui la firma risultasse non valida, la caduta del Consiglio renderebbe la questione irrilevante. Questo tema ha ormai assunto un’importanza a livello nazionale. Ieri mattina, il senatore Antonio Iannone ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno, richiedendo chiarimenti sulla validità delle dimissioni di Alfieri. Il senatore di Fratelli d’Italia ha evidenziato che, dal 3 ottobre 2024, il Comune di Capaccio Paestum e la Provincia di Salerno sono rimasti privi di una guida effettiva, con gli enti gestiti dai rispettivi vice. Iannone ha sollecitato il ministro a verificare se le dimissioni di Alfieri possano essere considerate nulle, poiché inviate tramite Pec ma senza una firma valida.
Se fosse così, l’ex sindaco e presidente della Provincia risulterebbe ancora tecnicamente in carica, sebbene sospeso. Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Lega, ha commentato la questione, definendo le dimissioni di Alfieri come tardive: «Le sensazioni sono contrastanti: da un lato c’è sollievo perché le istituzioni sono finalmente liberate da un peso opprimente, dall’altro c’è amarezza per un gesto che avrebbe dovuto avvenire molto prima. Questo ritardo rischia di gettare ulteriormente nel caos il Comune, che potrà andare al voto in primavera solo se commissariato entro febbraio, e la stessa Provincia». Tommasetti ha descritto la situazione come una vera e propria «umiliazione per gli enti coinvolti», sottolineando come l’inchiesta giudiziaria abbia bloccato ogni programmazione a Palazzo Sant’Agostino e come a Capaccio Paestum la situazione sia critica, con l’approvazione di un piano di rientro finanziario quindicennale senza una guida chiara.
La carriera
Con le dimissioni di Alfieri, la politica salernitana perde uno dei suoi protagonisti più controversi e influenti degli ultimi quarant’anni. Dalla sua ascesa a sindaco più giovane d’Italia a quello più votato della penisola, fino a diventare il primo cittadino con il maggior numero di mandati in tre diversi comuni, ha superato persino Vittorio Sgarbi in termini di longevità amministrativa. Alfieri si è sempre definito «un sindaco che sa fare il sindaco», ma è stato spesso al centro di polemiche, non solo per le critiche degli avversari politici, ma anche per quelle provenienti dal suo stesso schieramento. Un esempio emblematico è l’etichetta affibbiatagli dal governatore Vincenzo De Luca, che lo ha definito «il re delle clientele». I suoi sostenitori, invece, lo descrivono come il sindaco della concretezza, capace di trasformare i territori che ha amministrato. A Torchiara ha realizzato il PalaCilento, mentre ad Agropoli ha cambiato il volto della città con opere pubbliche come il cine-teatro, i parcheggi e il restauro del castello.
A Capaccio Paestum sono iniziati i lavori per il lungomare e il cine-teatro. Tuttavia, i suoi critici lo accusano di aver aggravato la situazione finanziaria degli enti che gestiva, accumulando debiti a causa di investimenti insostenibili. Critiche simili erano state mosse ad Agropoli, dove la gestione economica della sua amministrazione ha suscitato forti polemiche. Fino a pochi mesi fa, Alfieri appariva come un leader politico indistruttibile, capace di affrontare qualsiasi difficoltà, ma il suo arresto ha segnato un cambiamento significativo. La Procura di Salerno ha avviato un’inchiesta su presunti illeciti amministrativi e concorsuali, che ha portato prima alla sua sospensione e poi alle dimissioni. Oggi, le comunità che ha governato si dividono tra chi lo rimpiange e chi festeggia la sua uscita di scena. Rimane aperta la questione del futuro politico: Alfieri si ripresenterà alle elezioni se le sue questioni legali lo consentiranno? Al momento, la giustizia seguirà il suo corso. Tuttavia, sarà la storia a emettere il giudizio finale sul suo operato.