Controlli dei carabinieri del Nas allo stadio Arechi di Salerno. Nel pomeriggio di domenica 21 novembre, al termine di mirati accertamenti e verifiche avviati presso lo stadio “Arechi” nel corso dell’incontro di Serie A “Salernitana – Sampdoria”, personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del NAS – Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Salerno, supportati da personale di questo Comando Provinciale, hanno proceduto al controllo dei diversi punti di ristoro e bar ubicati nei vari settori dell’impianto sportivo.
Salerno, controlli dei carabinieri del Nas allo stadio Arechi
Tra le mancanze più rilevanti riscontrate dagli operanti, vi è certamente quella afferente l’impiego di decine di dipendenti “a nero” (quasi tutti i lavoratori identificati nel corso del servizio), impiegati con diverse mansioni, risultati privi di regolare contratto. Sono state riscontrate evidenti e gravi mancanze di carattere igienico-sanitario e strutturali che sono state segnalate all’ASL di Salerno per le determinazioni di competenza.
I vari illeciti contestati alla ditta appaltatrice, sia in materia sanitaria che inerenti la normativa sul lavoro, hanno comportato l’elevazione di sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di circa 150mila euro, e con la contestuale diposizione della sospensione dell’attività imprenditoriale.
Un cane in un bar e lavoratori in nero col reddito di cittadinanza
È stata constatata anche la presenza di un cane all’interno di un punto ristoro, in un’area destinata alla preparazione e confezionamento degli alimenti, oltre che di alimenti scaduti. Allo stato attuale, sono ancora in corso verifiche finalizzate ad appurare quanti tra i lavoratori “in nero” fossero anche percettori del reddito di cittadinanza, al fine di procedere alla revoca del beneficio e al recupero di quanto illegittimamente già percepito.
I controlli sul Reddito di Cittadinanza
Di particolare rilievo è stato riscontrare la presenza di 40 su 41 lavoratori privi di assunzione (“in nero”), circostanza che ha indotto i carabinieri ad approfondire l’accertamento, riscontrando che 8 di essi risultano percettori del reddito di cittadinanza.
Il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha pertanto proceduto alla comunicazione di tali indebite corresponsioni all’INPS, che procederà alla revoca immediata del beneficio.