Cronaca Salerno, Salerno

Lutto a Sapri, è morto il professore Felice Cesarino: “Scoprì siti paleolitici nel Cilento”

sapri morto professore felice cesarino
Felice Cesarino - Foto di 105TV

Lutto a Sapri, è morto il professore Felice Cesarino: “Scoprì siti paleolitici nel Cilento”. Fin da giovane, la sua passione per l’arte, in particolare per l’archeologia, lo accompagnò per tutta la vita. È scomparso ieri nella città della Spigolatrice all’età di 85 anni. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Lutto a Sapri, è morto il professore Felice Cesarino

Felice Cesarino era un vero gentiluomo, caratterizzato da un’eleganza discreta e una compostezza innata, con la pelle bronzea di una famiglia che aveva prosperato in Brasile. Pronipote di Giuseppe, un magnate del caffè noto come “zio d’America”, che contribuì alla costruzione di gran parte di Sapri e fu un benefattore indimenticabile, Cesarino si dedicò agli studi. Fin da giovane, la sua passione per l’arte, in particolare per l’archeologia, lo accompagnò per tutta la vita. È scomparso ieri nella città della Spigolatrice, all’età di 85 anni, lasciando un profondo senso di lutto nella comunità saprese e tra tutti i suoi amici, sia vecchi che nuovi, che hanno condiviso con lui un percorso culturale.

Chi era il Cesarino

Laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università “Federico II” di Napoli, era un docente di Storia dell’Arte negli istituti superiori. Negli anni Settanta, fondò a Sapri il gruppo archeologico del Golfo di Policastro, contribuendo alla scoperta di numerosi siti paleolitici e insediamenti dell’età del bronzo lungo la costa del basso Cilento. Ha condotto ricerche nel Sahara centrale e ha partecipato alle campagne di scavo della villa romana di Sapri, organizzate dalla Soprintendenza archeologica di Salerno, guadagnandosi il titolo di Ispettore Onorario delle Antichità. La sua passione, curiosità e ampia gamma di interessi si sono tradotte in un’attività di scrittura costante, particolarmente intensa negli ultimi anni.

Oltre a numerosi articoli pubblicati su riviste specializzate, ha lasciato un’opera singolare intitolata “Il molosso. Viaggio intorno al mastino napoletano”, edita nel 1975 dall’editore Fausto Fiorentino (che ha curato la prima edizione della “Livella” di Totò). Tra le sue pubblicazioni si trovano anche “Il profumo del cedro” (Guida, 2007) e una serie di saggi pubblicati dall’editore romano Arbor Sapientiae, tra cui “Enigma Neanderthal: una storia ancora da raccontare”, “Platone e l’isola che non c’è” e il sorprendente “Una storia di pietra: a Gobekli Tepe le probabili origini della scrittura”.

Rimane impressa nella memoria di chi lo ha incontrato la sua “calma irrequietezza” intellettuale, manifestata in molteplici ambiti: dagli studi di respiro internazionale alla collaborazione con storiche riviste locali come “I Corsivi” e “L’Editoriale”. La sua figura era un chiaro riflesso di questa essenza: occhi piccoli e orientali, simili a due spilli aguzzi, che sembravano sempre scrutare oltre il presente; una leggera svagatezza tipica dei pensatori e una voce pacata e sottile, che sussurrava suggerimenti e invitava gentilmente all’ascolto. Con la scomparsa di Felice Cesarino, perdiamo un tesoro di conoscenza (fortunatamente conservato nel suo ampio lascito librario), ma ancor di più un’idea di nobiltà umana e di cultura “incarnata”, visibile anche nei gesti quotidiani. Ci lascia un sorriso gentile, capace di far scomparire gli occhi e di allargarsi sempre su qualche visione fantasiosa.

Sapri