Cronaca

Silvio Berlusconi e il rapporto con la Chiesa (che non gli risparmiò critiche)

Sono molti i messaggi di cordoglio da parte di diversi prelati in Vaticano: ma quale è stato il rapporto tra Silvio Berlusconi, ex premier morto nella giornata odierna, e la Chiesa (che non gli risparmiò critiche)?

Silvio Berlusconi, quale era il suo rapporto con la Chiesa?

“Un uomo che ha fatto tanto l’Italia, pregherò per lui”, sono stati i messaggi per ricordare il Cavaliere da parte di diversi prelati in Vaticano con il quale in tanti anni di politica ha avuto a che fare e soprattutto viene ricordato dal cardinale Giovanni Battista Re: “Ero convinto che fosse stato ricoverato per un controllo e credevo fosse una cosa lieve. Poverino. Lo ricorderò nelle preghiere. È un uomo che ha aiutato molto anche l’Italia”.

Il colloquio ufficiale nel 2005 con Benedetto XVI

In Vaticano si ricorda il colloquio ufficiale avvenuto nel 2005 con Benedetto XVI quando, accompagnato da Gianni Letta (allora Sottosegretario varcò la soglia del Palazzo Apostolico per un incontro sui problemi bilaterali tra lo Stato e la Chiesa, riaffermando la piena collaborazione nel solco dei Patti Lateranensi. In quella occasione fu sottolineata la speciale convergenza tra gli indirizzi dell’Italia e gli «obiettivi morali e religiosi della Chiesa cattolica nel mondo».

Il dono al Papa

Il presidente del Consiglio in quella occasione donò al Papa un crocefisso di ebano e avorio dell’800 di manifattura francese. Benedetto XVI ricambiò alla delegazioni italiana dei rosari la serie delle medaglie del pontificato. Un rosario è stato dato all’unica donna, Anna Nardini, della Commissione consultiva per la libertà religiosa presso la Presidenza del consiglio. “Questo deve essere usato” scherzò il premier rivolto alla signora Nardini. Poi, Berlusconi domandò a Ratzinger un rosario in più da portare a sua madre.

Il sostegno alle scuole cattoliche

Nonostante la convergenza sui cosiddetti valori irrinunciabili e il sostegno alle scuole cattoliche, non mancarono le critiche all’allora Presidente del Consiglio. Le prime, tra tutte, furono le critiche sulle riforme istituzionali: “confronto parlamentare senza forzature o chiusure preconcette” per approdare a “risultati il più possibile condivisi e soprattutto conformi alle necessità del Paese”. Ruini ha sempre insistito con Berlusconi che venisse praticata la linea del confronto politico e del dialogo sociale «senza forzature e senza chiusure aprioristiche».

Silvio Berlusconi