Cronaca Napoli

“Scossa magnitudo 5 ai Campi Flegrei? Cadono i palazzi e contiamo i morti”: polemiche dopo risposta del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano

Terremoto Campi Flegrei
Terremoto Campi Flegrei
Terremoto Campi Flegrei

Polemiche a Napoli dopo una risposta fornita dal capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, ad un cittadino di Pozzuoli che chiedeva cosa avrebbe fatto la Protezione civile in caso di verificasse una scossa di terremoto nei Campi Flegrei di magnitudo più alta di quelle vissute fino ad ora.

Terremoto ai Campi Flegrei: polemica dopo la risposta del capo della Protezione Civile

Il fatto durante a Monterusciello, nella sede della protezione civile, durante un incontro con la cittadinanza riguardo la crisi bradisismica e i terremoti che, in questi giorni, si sono intensificati nella zona dei Campi Flegrei.

Le polemiche sono nate dopo una domanda posta al capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano da un cittadino di Pozzuoli che chiedeva cosa avrebbe fatto la Protezione civile nel caso di una scossa di magnitudo più alta di quelle vissute fino ad ora.

«Che vuol dire se arriva una scossa di quinto grado cosa fate? Con una scossa di quinto grado cadono i palazzi e conto i morti. Funziona così». Questa la risposta di Fabio Ciciliano. 


L’intervento

«In questo momento non c’è pericolo che il magma stia risalendo». Ha detto ancora il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano. «È di tutta evidenza che queste scosse siano indice di un’attività geotermica presente, che può essere legata anche per esempio ai fluidi: quando il magma ad alta temperatura va ad impattare con l’acqua, l’acqua evapora, determina una produzione di pressione e quindi una situazione di questo genere. Ma da un punto di vista geotermico non c’è alcuna alterazione, non è stata registrata al momento nessuna alterazione degli indici geochimici. I gas che vengono analizzati quotidianamente tutto il giorno dall’Ingv non mostrano al momento alcun tipo di varianza che possa far pensare a una accelerazione del fenomeno», ha spiegato Ciciliano.

Le parole del Prefetto

Per il prefetto Michele Di Bari: «I cittadini devono capire che c’è uno sforzo collettivo che si sta facendo, anche se può darsi che sia considerato insufficiente ed insoddisfacente. Io prego il sindaco di Pozzuoli di prendere tutti coloro che hanno formulato domande e di fornire una risposta più appropriata. Per me stasera non sono arrivate soluzioni e su molti argomenti non si sarebbero potute trovare».

Il commento del Sindaco

«Noi abbiamo un piano di assistenza fatto a livello comunale – spiega il sindaco Gaetano Manfredi – il presidio centrale è a Bagnoli e Fuorigrotta. Chi si trova al confine non gode della connessione con Pozzuoli. Ma troveremo una forma per un assistenza specifica. Ho ascoltato l’osservazione dei cittadini e ci organizzeremo».

Un altro tema che continua a turbare i cittadini è quello delle scuole. La chiusura della scuola Michelangelo a Bagnoli, per il sindaco Manfredi, continuerà ancora per pochi giorni per permettere piccoli lavori di manutenzione. A destare maggiori preoccupazioni sono le scuole al confine come quella della Madonna Assunta. «Le scuole sono sicure e devono restare aperte – ha ribadito il sindaco di Napoli – quello che dobbiamo fare è intervenire sui traumi psichici che questo fenomeno può provocare. La tenuta psicologica di bambini e adulti deve diventare una priorità».

 

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