Curiosità

Trotula de Ruggiero, la prima donna medico della storia

Chi era Trotula de Ruggiero? Alcuni affermano che fosse solo frutto di una leggenda popolare, altri, invece, sostengono da sempre che le sue opere sono alla base dei più importanti studi di ginecologia ed ostetricia del secolo. Secondo alcuni fu la prima donna medico d’Italia, per altri fu semplicemente una delle tante “Mulieres Salernitanae”, cioè le donne della Scuola Medica Salernitana. Ciò che è certo è che il nome di Trotula de Ruggiero rimarrà per sempre legato al mondo della medicina.

Trotula de Ruggiero: chi era

Trotula de Ruggiero nacque nel XI secolo d.C. a Salerno, una delle città più attive e cosmopolite del Medioevo. Apparteneva a una nobile casata e per questo ebbe accesso agli studi, frequentando importanti scuole, arrivando a specializzarsi in medicina.

trotula de ruggiero

Sposò il medico Giovanni Plateario con il quale scrisse il manuale Practica brevis e dal quale ebbe due figli, che continuarono l’opera dei genitori. Oltre a essere una studiosa, fu anche insegnante nella stessa Scuola Medica Salernitana. Le sue lezioni furono incluse nel De agritudinum curatione, una raccolta di insegnamenti di sette grandi maestri dell’università.

Trotula de Ruggiero: la sua opera più importante

L’obiettivo principale degli studi di Trotula era quello di alleviare i dolori delle donne durante il parto e, più in generale, migliorare gli standard di vita femminili promuovendo l’importanza della cura dell’igiene, di una corretta alimentazione e di una quotidiana attività fisica.

La sua opera più importante fu il  De Passionibus mulierum ante in et post partumconosciuta anche come Trotula Maior. Quest’opera è composta da più di sessanta capitoli e descrive consigli per tutte le età delle donne. Il sottotitolo, che spiega alla perfezione l’intento dell’autrice, recita:

“Libro unico di Trotula sulla cura delle malattie delle donne prima, durante e dopo il parto mai prima edito, in cui vengono minutamente illustrate le infermità e le sofferenze che capitano al sesso femminile, la cura dei bambini e dei ragazzi al momento del parto, la scelta della nutrice oltre alle restanti cose che vi si connettono, le prescrizioni riguardanti entrambi i sessi, le esperienze infinite di varie malattie con alcuni preparati che servono ad abbellire il corpo”. 

FrancobolloScuolaMedicaSalernitana

In Passionibus mulierum, Trotula suggerisce di curare con erbe e radici la maggior parte delle malattie, dalla scabbia al cancro. Inoltre analizza le cause di sterilità e spiega i propri studi sulla posizione del feto. Di fatto si mostra come una delle prime ginecologhe del Meridione.

Le problematiche del maschilismo nei confronti di Trotula

In un’altra sua opera, il De Ornatu Mulierum, detto anche Trotula Minor, la dottoressa suggerisce pozioni e decotti per abbellire le diverse parti del corpo, massaggi e bagni per migliorare lo stato fisico. In entrambi i testi, scritti in latino medioevale, l’autrice alterna testi ad illustrazioni al fine di dare una corretta interpretazione delle proprie intenzioni.

Per diversi anni, Trotula fu vittima di un forte maschilismo, che le negò la paternità del Trotula Maior. Quest’ultimo fu, infatti, attribuito a un autore maschile non identificato. Solo alla fine dell’Ottocento, la sua esistenza e la sua bravura furono realmente riconosciute ed accettate.

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